venerdì 11 febbraio 2011

ECONOMIA

Storicamente famoso per la cannella e il tè, lo Sri Lanka, moderatamente socialista dopo l' indipendenza,negli ultimi vent'anni ha aumentato le privatizzazioni e si è mosso verso un' economia di mercato un commmercio orientato alle esportazioni. Il tè e la gomma sono ancora importanti nell' economia del paese ma i settori più dinamici sono l' industria alimentare, il tessile e il vestiario, le telecomunicazioni, quello assicurativo e quello bancario. Dal 1996 le piantagioni costituiscono solo il 20% delle esportazioni (93% nel 1970), mentre il tessile e l' abbigliamento costituiscono il 63%. Il PIL crebbe con una tasso medio annuale del 5.5% durante gli anni '90 finchè una siccità e il deteriorarsi della sicurezza diminuirono la crescita al 3.8% nel 1996. L' economia si riprese nel 1997-2000 con una crescita media del 5.3%. Ma nel 2001 ci fu la prima contrazione nella storia del paese, dovuta a una combinazione di carenze di energia, gravi problemi di bilancio, la crisi economica globale, e il conflitto etnico in corso. Comunque, adesso, ci sono segnali di ripresa, dopo che il governo e le Tigri Tamil hanno firmato un cessate il fuoco nel 2002. La borsa di Colombo ha avuto la più grande crescita del 2003 in Asia. Oggi lo Sri Lanka ha il più alto reddito pro-capite nell' Asia meridionale(circa 1000 US$).

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